05 - Prove orali

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Prove orali

La comunicazione orale consente l'immediata verifica delle conoscenze, delle idee e delle argomentazioni nel vivo dello scambio dialogico, all'interno di un contesto comunicativo che coinvolge il gruppo classe impegnato nella ricerca, nella problematizzazione, nella discussione e nella valutazione [degli elementi disciplinari proposti].

Il colloquio orale, nelle sue varie tipologie (interrogazioni, colloqui strutturati e semistrutturati, discussioni organizzate, ecc.), è sicuramente la forma più diffusa della comunicazione educativa scolastica e conserva interamente il suo potenziale diagnostico e formativo. Le forme di comunicazione orale possono assumere un'importanza centrale non solo nelle prove di verifica, controllo e valutazione, ma anche come strumenti di consolidamento e di applicazione di conoscenze, di esercizio di competenze, ecc. Naturalmente, esse non possono esaurire la totalità delle esigenze poste dalla valutazione. Il problema per le prove orali è costituito dalla necessità della "qualificazione e della specializzazione della comunicazione orale in relazione ai molteplici scopi con essa perseguibili"[1].

Gli strumenti orali sono:

-         la tradizionale interrogazione orale; colloquio libero specie nella fase di apertura, semistrutturato (quando è importante individuare l'opinione, il punto di vista dello studente, saggiandone competenze e capacità di ragionamento) o strutturato; molto utile la riflessione parlata, (specie se intendiamo mantenere unite le dimensioni cognitivive ed affettive nella relazione comunicativa in una certa fase dell'attività didattica o vogliamo saggiare le strategie usate dagli allievi per analizzare, discutere e risolvere i problemi, senza l'oppressione dell'istanza persecutoria e superegoica[2] presenti nelle operazioni di valutazione di un rendimento);

-         il dialogo e la partecipazione a forme di discussione organizzata in classe;

-         le operazioni tipiche che si compiono nell'ambito della lettura dei testi (individuazione parole chiave, controllo della comprensione dei concetti, termini, teorie, l'analisi della struttura [concettuale], operazioni di sintesi, creative, ecc. ). Queste operazioni possono essere valutate sia oralmente sia per iscritto; ma oralmente richiedono molto più tempo e non possono coinvolgere che poche persone, mentre le forme scritte consentono di fare verifiche frequenti a tutta la classe in tempi molto più contenuti, e con livelli maggiori di affidabilità;

-         giochi di ruolo, esercizi di applicazione o di problem solving.

Naturalmente ci può essere una gamma molto più ampia di forme e strumenti di valutazione orale. Credo che non esistano grandi limiti alla fantasia didattica. Il fatto importante è che gli strumenti di verifica e controllo di carattere orale dovrebbero anch'essi resi più rigorosi e validati quanto più è possibile. In ogni caso le prove orali vanno strappate all'improvvisazione e predisposte in relazione agli aspetti che si intendono valutare; non devono essere generiche ed equivoche, ma brevi, più frequenti e più precise. Se abbiamo la capacità di strutturare preventivamente le prove, il controllo possiamo metterlo in atto anche all'interno di un colloquio che coinvolga più studenti all'interno della comunicazione dialogica.


[1] G. Domenici, cit., p. 160. "Ciò che invece avviene e che risulta deprecabile sul piano formativo è che molto frequentemente la struttura della comunicazione attivata in ogni situazione, per lo svolgimento delle pur diverse attività didattiche come in ogni procedura di controllo degli apprendimenti e delle competenze, sia fondamentalmente la stessa, e che, talvolta, e la cosa è più grave, persino quando la siconsideri in senso assoluto, non sempre risulta essere una vera e propria comunicazione". Ivi, pp. 160-61

[2] Istanza persecutoria e superegoica: termini molto interessanti per definire l'atteggiamento valutativo del docente. Per coloro che non possiedono adeguate cognizioni psicologiche (psicanalitiche, nel caso specifico) sarà sufficiente rammentare il concetto del dominio "persecutorio" del valutatore sul valutato e della funzione di imposizione delle regole ("Super-ego") attraverso la valutazione. Esistono modalità più dozzinali che rendono egualmente il concetto del potere del valutatore, come di colui che "tiene il coltello dalla parte del manico".

 

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