07 - Come valutare il colloquio

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Monica Banzato

Web Master
Domenico Corcione

Web Editor
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1        Come valutare il colloquio

“La commissione d’esame dispone … di trentacinque [punti] per la valutazione del colloquio. [...] Al colloquio giudicato sufficiente non può essere attribuito un punteggio inferiore  [...] a 22”. (Regolamento, DPR. 23/07/98, art. 4, comma 6)

Come distribuire i 35 punti? Per condividere i criteri di valutazione, “occorre predisporre una griglia di misurazione [osservazione? rilevazione?], che si fondi su indicatori il più possibile centrati sulla tipologia della prova [colloquio], chiari negli intenti e concisi nei termini, quali, ad esempio …”

1.1      Dalle dimensioni agli indicatori

Per la valutazione del colloquio, viene proposta la seguente griglia:

 

Dimensioni

Indicatori

PROPRIETÀ DI LINGUAGGIO

  • utilizzo appropriato dei codici linguistici,

  • varietà ed esattezza terminologica;

EFFICACIA ARGOMENTATIVA

  • modo di sostenere o confutare tesi;

QUALITÀ E RICCHEZZA DELL’INFORMAZIONE

  • capacità di individuare gli aspetti rilevanti dell’argomento,

  • quantità e precisione delle considerazioni svolte;

ORGANICITÀ E COMPLETEZZA ESPOSITIVA

  • Presenza implicita di un piano di esposizione, composto da premessa, sviluppo e conclusione;

  • equilibrio interno tra gli argomenti trattati e copertura delle principali aree problematiche;

CAPACITÀ DI COLLEGARE GLI ARGOMENTI

  • Rigore logico nell’effettuare gli opportuni rimandi ad altri argomenti,

  • modo di orientare il dialogo;

ORIGINALITÀ DELLE OPINIONI E AUTONOMIA DI PENSIERO

  • Singolarità del procedimento mentale,

  • capacità di evitare luoghi comuni e stereotipi;

  • capacità di pervenire a conclusioni esatte senza interventi orientativi della commissione;

FOCALIZZAZIONE DELLA DOMANDA

  • grado di aderenza all’argomento proposto,

  • assenza di divagazioni.

 

2      Dai punti ai voti

Nelle linee guida si consiglia di valutare in 100mi il colloquio. Ogni esaminatore attribuisce i punti per ciascuna dimensione. Ma, poiché le dimensioni sono sette, si propone la seguente ripartizione:

 

STRUTTURA

PUNTI

Proprietà di linguaggio

10

Efficacia argomentativa

10

Qualità e ricchezza dell’informazione

20

Organicità e completezza espositiva

20

Capacità di collegare gli argomenti

20

Originalità delle opinioni e autonomia di pensiero

10

Focalizzazione della domanda

10

 

“I 100 punti complessivi sono distribuiti in termini percentuali tra i sette indicatori. Il peso assegnato a ciascun indicatore non dipende dal valore di questi, non ha un fondamento scientifico né una teoria a supporto. È, invece, il frutto dell’esperienza accumulata in tanti anni di attività d’insegnamento e di partecipazione ad esami (sic!).

Si potrebbe obiettare, a titolo d’esempio, che i 10 punti assegnati ad una categoria cognitiva alta, qual è l’autonomia del pensiero, sono troppo pochi, in contrasto con le più elementari regole della logica e del buon senso. In realtà, è proprio il cartesiano buon senso a suggerire di volare basso, poiché sono davvero pochi i candidati che, con le loro risposte, solitamente dimostrano una spiccata autonomia di giudizio. Allora, se per [questa dimensione] fosse stata stabilita una percentuale elevata, ad esempio del 40% o del 50%, si sarebbe costretti, e probabilmente in disaccordo con noi stessi, ad escludere dal conseguimento del diploma buona parte degli studenti. [Naturalmente, al contrario, lo studente che presenta una buona autonomia di pensiero, ma carenze sul piano della capacità comunicativa, si troverà estremamente penalizzato].

La commissione assegnerà per ogni indicatore un punteggio grezzo, fino al valore massimo mostrato in tabella.

La traduzione in trentacinquesimi è immediata, basta moltiplicare per 35 il punteggio reale conseguito dal candidato nel colloquio, e dividere il prodotto per 100.

Da ricordare che la norma fissa la soglia della sufficienza a ventidue trentacinquesimi (DPR n. 323/’98, art. 4, comma 6). Dunque, non v’è corrispondenza tra i 60 punti su 100 della tabella e la soglia giuridica di accettabilità.

All’interno poi dei punti assegnati a ciascuno degli indicatori, si adopererà una scala numerica di giudizio, cui corrisponderà un codice degli aggettivi.

Una possibile scala comparativa punteggi/aggettivi è la seguente:

 

1-3

Gravemente insufficiente

4-5

Insufficiente

6

Sufficiente

7

Discreto

8

Buono

9

Ottimo

Eccellente

 

Naturalmente, se i punti a disposizione dell’indicatore sono 20 anziché 10, il punteggio risultante dalla scala comparativa sarà raddoppiato.

3      Un problema alla ricerca di soluzioni

Poiché valutare per criteri risulta decisamente vantaggioso sia per completezza valutativa (si prendono in considerazione tutte le dimensioni), sia per ragioni giuridiche (la definizione dei criteri funge da proposta analitica di valutazione) è opportuno utilizzare una griglia come quella suggerita. Ma non nel modo suggerito!

In quel modo, infatti, non si fa altro che schiacciare i punteggi in una banda ristretta corrispondente alla media (tendenza centrale) dei punti attribuiti da ogni esaminatore.

Come uscirne? Pensateci, e mandate qualche proposta nei forum.

 

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