EntreLab Laboratorio per la formazione degli insegnanti all’imprenditorialità

 

Benvenuto nella pagina dedicata al progetto europeo Marie Curie chiamato EntreLab!

Si tratta di un nuovo modello di laboratorio per la formazione continua degli insegnanti per poter educare gli studenti al senso d’iniziativa ed imprenditorialità definita in senso allargato come la capacità di tradurre le idee in azione.

Questo sito è dedicato al personale scolastico, imprese, studenti e famiglie che desiderano saperne di più su come implementare l’educazione all’imprenditorialità nella formazione secondaria di secondo grado, e specialmente nella formazione tecnica e professionale. Unisciti a noi e scopri questo nuovo modello per l'educazione all'imprenditorialità e la formazione insegnanti secondo un capability approach!

La borsa europea post-doc Marie Curie, che viene data ai ricercatori più promettenti ed alle idee di ricerca più promettenti, sarà utilizzata per lo sviluppo di questo nuovo modello di laboratorio per la formazione all’imprenditorialità. Il progetto vede l’Università di Helsinki come capofila e l’Università Ca’ Foscari come partner operativo. Il progetto sarà realizzato presso l’istituto tecnico Carlo D’Arco di Mantova da Daniele Morselli, dottore di ricerca in scienze dell’educazione e della formazione. I supervisori del progetto saranno Yrjo Engestrom del CRADLE (Centro di Ricerca sull’Attività, Sviluppo ed Apprendimento del  Dipartimento di Scienze del Comportamento) presso l’Università di Helsinki, e Max Costa del Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali di Ca’ Foscari.

 

  1. L’importanza dell’imprenditorialità 

  2. La formazione insegnanti all’imprenditorialità 

  3. La competenza chiave europea del senso d’iniziativa e d’imprenditorialità 

  4. Il Capability approach nell'educazione all'imprenditorialità 

  5. Il Change Laboratory e l'apprendimento espansivo 

  6. L'EntreLab per la formazione degli insegnanti all'imprenditorialità 

  7. EntreLab, passi del progetto 

  8. Join us! 

  9. Rassegna stampa ed eventi 

  10. Documentazione 

Parole chiave: Formazione insegnanti, educazione all’imprenditorialità, formazione tecnica e professionale, Change Laboratory, Capability approach

 

L’importanza dell’imprenditorialità

Per sostenere la produttività e la crescita in Europa è essenziale investire nell’istruzione e nella formazione. L’Europa ha bisogno di imprenditori creativi e innovativi, nonché di una forza lavoro flessibile e resiliente dotata delle abilità e delle competenze chiave necessarie. La Commissione europea riconosce che l’educazione all’imprenditorialità è uno strumento atto ad aiutare i giovani ad essere più imprenditoriali. Si tratta di scoprire come sviluppare un insieme di competenze generali applicabili in tutti gli ambiti della vita, non semplicemente di come imparare a gestire un’impresa. Sono incluse tutte le forme di apprendimento, istruzione e formazione che contribuiscono ad acquisire uno spirito, competenze e un comportamento imprenditoriali — con o senza un obiettivo in termini commerciali.

Per il settore dell’istruzione e della formazione questo significa che occorre impegnarsi per garantire che gli studenti europei di oggi sviluppino abilità imprenditoriali e abbiano la possibilità di vivere un’«esperienza imprenditoriale concreta». Questa esigenza interessa tutti i livelli di istruzione, dalla scuola dell’infanzia fino all’istruzione superiore. Secondo un recente documento della Commissione Europea (2015) l’educazione all’imprenditorialità “riguarda tutte quelle iniziative che cercano di preparare le persone ad essere responsabili ed intraprendenti, con le abilità, conoscenze ed attitudini necessarie a raggiungere gli scopi che si sono prefissati per vivere un vita completa”.

È evidente che in questo contesto gli insegnanti e i formatori svolgono un ruolo essenziale. Favoriscono l’apprendimento e moltiplicano le idee, definiscono i processi di apprendimento e possono aiutare gli studenti a raggiungere i risultati di apprendimento. Sebbene esistano una molteplicità di strumenti pedagogici, sembra esistere un divario tra i metodi d'insegnamento considerati più efficaci e quelli attualmente impiegati. Una spiegazione è che non tutti gli insegnanti scelgono o sono in grado di utilizzare metodi d'insegnamento attivo. Un ulteriore problema è legato alla mancanza di un metodo di lavoro interdisciplinare su progetti concreti. L'attuale situazione evidenzia che la maggior parte degli insegnanti non è stata formata all'imprenditorialità. Di conseguenza, essi possono essere ignari del giusto approccio.

Scarica il documento europeo completo sull'imprenditorialità (solo in lingua inglese)

 

La formazione insegnanti all’imprenditorialità

Vi sono tre elementi su cui far perno per l’insegnamento dell’imprenditorialità a scuola:

  1. l’istituto, che sostiene lo spirito imprenditoriale nell’apprendimento e nell’insegnamento: con dirigenti impegnati a sostenere questo tipo d’educazione; con il personale che ha un’attitudine di apertura al cambiamento; con idee educative basate sull’insegnamento del mondo di domani;
  2. insegnanti con senso d’iniziativa, in grado di infondere nei loro studenti la scintilla dell’imprenditoriale. Si valorizzano: l’iniziativa dello studente; le sue capacità di assunzione di responsabilità e rischi; l’accettazione del fallimento come parte del processo di apprendimento;
  3. partenariati tra le istituzioni educative, la comunità imprenditoriale e l’industria creativa.

Il ruolo degli insegnanti è dunque critico per l'educazione all’imprenditorialità dei ragazzi. Gli insegnanti con spirito imprenditoriale hanno una passione per l’insegnamento. Sono fonte d’ispirazione, di larghe vedute e sicuri di sé, flessibili e responsabili ma, di tanto in tanto, anche fuori dagli schemi. Ascoltano con attenzione, sanno sfruttare e proporre idee e possono lavorare rimanendo orientati sugli studenti e sull’azione. Lavorano in gruppo e dispongono di una buona rete. Cercano di colmare il divario tra l’istruzione e l’economia e di coinvolgere esperti esterni nei loro insegnamenti, focalizzando l’attenzione su esperienze di vita reale.

Seguono un piano di studi flessibile e adattabile e preferiscono un apprendimento interdisciplinare e basato su progetti, utilizzando materiale didattico piuttosto che libri di testo. Pongono l’accento sui processi e le interazioni di gruppo; talvolta intendono l’aula come un «luogo di dibattito», dando spazio alla diversità, di opinioni, risposte e soluzioni, nonché alla riflessione sul processo di apprendimento.

Un insegnante con spirito imprenditoriale è un mentore più che una persona che impartisce lezioni. Sostiene i processi di apprendimento individuali degli studenti e lo sviluppo delle competenze personali:

  • l’educazione all’imprenditorialità è più di una preparazione alle modalità di gestione di un’impresa. Essa interessa lo sviluppo di attitudini, abilità e conoscenze imprenditoriali che, in breve, dovrebbero permettere a uno studente di «concretizzare le proprie idee»;  
  • gli insegnanti non possono insegnare ad essere imprenditoriali senza esserlo loro per primi;  
  • le competenze imprenditoriali richiedono metodologie attive per portare gli studenti ad esprimere il proprio lato creativo e innovativo;  
  • le competenze e abilità imprenditoriali possono essere acquisite o formate solo attraverso esperienze di apprendimento pratiche, di vita reale;  
  • le abilità imprenditoriali possono essere insegnate integrandole in tutte le materie e come materia a se stante; 
  • l’educazione all’imprenditorialità dovrebbe concentrarsi tanto sugli imprenditori quanto sull’«inclinazione all’imprenditorialità», alla luce del fatto che la maggior parte degli studenti utilizzerà le abilità imprenditoriali all’interno di aziende o istituzioni pubbliche;  
  • per consentire all’educazione all’imprenditorialità di imporsi realmente, occorre sviluppare risultati di apprendimento connessi all’imprenditorialità così come i relativi metodi di valutazione e le procedure di garanzia della qualità a tutti i livelli di istruzione. Questi risultati dovrebbero essere elaborati in modo da aiutare gli insegnanti a progredire nell’acquisizione di conoscenze, abilità e attitudini legate all’imprenditorialità;  
  • oltre che negli istituti di formazione degli insegnanti, l’agenda dell’educazione all’imprenditorialità dovrebbe essere promossa nelle imprese e nella comunità in generale;  
  • gli insegnanti e le scuole non saranno in grado di realizzare le proprie ambizioni senza cooperazione e partnership con colleghi, imprese e altre parti interessate. 

Scarica il documento europeo completo sulla formazione insegnanti all’imprenditorialità.

 

La competenza chiave europea del senso d’iniziativa e d’imprenditorialità

Le competenze sono definite in questa sede alla stregua di una combinazione di conoscenze, abilità e attitudini appropriate al contesto. Le competenze chiave sono quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione.

Il quadro di riferimento europeo delinea otto competenze chiave: 1) comunicazione nella madrelingua; 2) comunicazione nelle lingue straniere; 3) competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; 4) competenza digitale; 5) imparare a imparare; 6) competenze sociali e civiche; 7) spirito di iniziativa e imprenditorialità; e 8) consapevolezza ed espressione culturale.

Tra esse, la settima competenza chiave è particolarmente importante per consentire al cittadino di trasformare i problemi in opportunità e di adattarsi ad un mondo globalizzato in continuo cambiamento.

Il senso di iniziativa e l’imprenditorialità concernono la capacità di una persona di tradurre le idee in azione. In ciò rientrano la creatività, l’innovazione e l’assunzione di rischi, come anche la capacità di pianificare e di gestire progetti per raggiungere obiettivi. È una competenza che aiuta gli individui, non solo nella loro vita quotidiana, nella sfera domestica e nella società, ma anche nel posto di lavoro, ad avere consapevolezza del contesto in cui operano e a poter cogliere le opportunità che si offrono ed è un punto di partenza per le abilità e le conoscenze più specifiche di cui hanno bisogno coloro che avviano o contribuiscono ad un’attività sociale o commerciale. Essa dovrebbe includere la consapevolezza dei valori etici e promuovere il buon governo.

Scarica la brochure europea sulle competenze chiave per l’apprendimento permanente

 

Il Capability approach nell'educazione all'imprenditorialità 

Sen ha insistito sull'importanza delle capacitazioni, quello che le persone sono veramente in grado di fare e di essere. Centrale a quest’approccio è l’idea di “agency freedom” come ingrediente chiave del cambiamento sociale positivo: gli individui possono agire per portare avanti cambiamenti per loro importanti. Il coinvolgimento degli stakeholders, cioè di tutti coloro che detengono diritti, permette di individuare i valori di individui e comunità attraverso processi democratici di dialogo pubblico a diversi livelli. Anziché fornire risposte preconfezionate si forniscono in tal modo soluzioni ai problemi che sono condivise.

Attraverso la sua Strategia per la formazione tecnica e professionale UNESCO riconosce esplicitamente il ruolo della formazione tecnica e professionale nel combattere problemi quali la disoccupazione giovanile e le ineguaglianze socio economiche. Per fare questo, la formazione tecnica e professionale andrebbe impartita secondo il Capability Approach, promuovendo lo sviluppo dell'autonomia e delle abilità per compiere scelte anziché fornire semplicemente agli studenti risorse d'apprendimento. Implicito nell'approccio basato sulle capacitazioni è l'imperativo morale di mettersi in relazione con le esperienze ed i valori di individui e comunità in contesti diversi, e a questo si può solo arrivare tramite un processo di dialogo pubblico ed informato a diversi livelli. Le capacitazioni possono essere considerate come le basi etiche del diritto in educazione che comprendono la realizzazione di un insieme di opportunità senza solo fornire diritti di base – quali per esempio attestati di partecipazione e diplomi.

L’approccio per capacitazioni è importante anche per l’educazione all’imprenditorialità, che può essere definita come l’individuazione e lo sfruttamento di opportunità positive e la creazione di valore per l’individuo e l’intera comunità. In linea con tale approccio nuove dimensioni d'imprenditorialità che vanno oltre il 'fare business' stanno emergendo. Il vero significato dell'imprenditorialità va ben oltre l'azione di creare impresa: gli imprenditori sono essenzialmente persone con idee che ricercano opportunità per generare valore o benessere nella società, fornendo a bisogni non soddisfatti nuovi prodotti o servizi, o svolgendo un'attività esistente in modi nuovi o più efficienti.

 

Il Change Laboratory ed il ciclo di apprendimento espansivo

Si tratta di un laboratorio per la trasformazione delle pratiche e l'innovazione attraverso la partecipazione e mobilitazione collettiva: lo scopo è quello di innescare dei cicli di apprendimento espansivo.

La strumentazione di base per allestire un Change Laboratory è un insieme di tre superfici per tre su cui scrivere (per esempio lavagne a fogli mobili) sulle quali operare un brainstorming dell'attività lavorativa più video registrazione degli incontri per successiva analisi. I partecipanti siedono di fronte alle superfici mentre una persona appunta i pensieri del gruppo sulle stesse utilizzate secondo una logica orizzontale e verticale.

La linea orizzontale delle superfici rappresenta i livelli di astrazione: da una parte si mostrano i materiali più 'concreti'; si tratta dei materiali specchio utilizzati per scatenare la discussione nel gruppo e che vengono spiegati meglio di sotto. All'altra estremità vi è la visione che rappresenta il modello d'attività lavorativa, la cellula germinale ed i suoi sviluppi. Nel mezzo sta la superficie per idee e strumenti ad un livello intermedio di simbolizzazione. La dimensione orizzontale delle superfici rappresenta la necessaria analisi storica dell'attività che comprende il presente, il passato ed il futuro; nel caso delle lavagne a fogli mobili, questa è rappresentata dalle pagine differenti che registrano i risultati dei meeting precedenti. Durante gli incontri si può quindi osservare la discussione che si muove lungo la linea del tempo: i partecipanti potrebbero ad esempio spostarsi dalla discussione del problema nel presente al passato per individuarne le cause, e dal passato comprenderne la contraddizione basilare ed immaginare una nuova idea che sarebbe poi progressivamente arricchita e trasformata in modello per essere realizzata nella pratica.

Tornando ai materiali specchio, questi sono raccolti dal ricercatore durante la presenza sul campo, possono essere video, interviste, documenti vari, grafici che illustrano la normale attività lavorativa ovvero le variazioni dal seminato, le turbolenze ed i problemi incorsi. I materiali specchio sono utilizzati per stimolare coinvolgimento, analisi e sforzi di riprogettazione collettiva tra i partecipanti, che possono così guardare se stessi e l'attività lavorativa 'allo specchio' in uno sforzo riflessivo, incoraggiati a vedere il problema da altri punti di vista.

L'obiettivo del Change Laboratory è il far sì che si possano scatenare cicli di apprendimento espansivo, le cui fasi sono sette:

  1. Critica e messa in discussione della pratica usuale o di sue parti; 

  2. Analisi storica del problema alla ricerca dei suoi meccanismi esplicativi; ve ne sono di due tipologie fra loro complementari: quella storico-genetica, quando il problema è fatto risalire alle sue cause originali, e quella empirico-attuale ove la situazione è spiegata attraverso le sue relazioni intrinseche; 

  3. Modellamento della nuova idea in una forma visibile che spiega e possibilmente risolve il problema; 

  4. Disamina del modello, che viene sollecitato per trovarne possibili implicazioni e potenziali; 

  5. Implementazione del modello nella pratica con le sue implicazioni ed arricchimenti; 

  6. Riflessione sul modello; 

  7. Cristallizzazione e generalizzazione della nuova pratica, che viene resa 'normale', cioè il modo usuale di operare nel particolare contesto. 

Durante l'osservazione sul campo, per esempio in azienda o a scuola, il ricercatore raccoglie quanti più materiali possibili, ed effettua ipotesi sui possibili problemi all'interno e tra sistemi d'attività. Per promuovere la discussione partecipata il ricercatore seleziona i materiali idonei e li propone durante i laboratori in accordo alle ipotesi effettuate. Durante i laboratori è lo stesso ricercatore che, in modo flessibile, fa avanzare il gruppo nelle varie fasi di apprendimento espansivo, gruppo che prende progressivamente la leadership, acquisisce cioè senso d’iniziativa e d’imprenditorialità, e si adopera per modificare lo stato delle cose.

 

L'EntreLab per la formazione degli insegnanti all'imprenditorialità.

Si viene quindi a delineare un nuovo modello di insegnamento dell’imprenditorialità degli insegnanti ove questi possano imparare a costruire ambienti d’apprendimento che possano mobilitare il senso d'iniziativa e d'imprenditorialità dei loro studenti. Non si tratta tanto o solo di aumentare il contatto tra due mondi, quello della scuola e quello del lavoro, ma di mettere in atto una pedagogia dell’imprenditorialità in linea con un approccio delle capacitazioni da mettere in atto sia all’interno che fuori dalla classe; questo comporta iniziativa, autonomia, ma anche la capacità di effettuare scelte informate, quindi la possibilità per gli studenti di partecipare ai processi decisionali che li riguardano.

L'obiettivo dell'EntreLab è di promuovere le fasi di apprendimento espansivo perché gli insegnanti si mobilitino e possano educare all'imprenditorialità i loro studenti. Gli insegnanti imparano il senso d’iniziativa e d’imprenditorialità mettendolo in pratica, diventano cioè essi stessi imprenditoriali.

Durata

10 incontri di due ore a cadenza settimanale più follow up. Durata complessiva da 2 a 3 mesi. Preceduto da osservazione partecipante nella classe o nelle classi da parte del ricercatore per la raccolta di materiali specchio da utilizzare durante i laboratori.

Partecipanti

Circa 20 per incontro di cui:

15 insegnanti 

  • 1 ex studente, o giovane imprenditore 

  • Dirigente scolastico  

  • Parti sociali (Camera Commercio, sindacati, rappresentanti di associazioni – CNA, Confcommercio, etc) 

  • Rappresentanti del mondo del lavoro (imprenditori lavoratori) 

Obiettivo

Attività di discussione partecipata per cambiare il modo in cui l'imprenditorialità è insegnata nelle classi / nella scuola.

Generare un ciclo di apprendimento espansivo per far sì che gli insegnanti si mobilitino diventando essi stessi imprenditoriali nell'insegnamento.

Materiali utilizzati

Filmati ed interviste raccolti dal ricercatore durante l'osservazione sul campo, documenti (soprattutto Commissione Europea) sull'imprenditorialità.

Un gruppo selezionato di una quindicina di insegnanti parteciperà ad una dozzina di incontri settimanali della durata di due ore circa durante i quali, in un ambiente ad alta densità di mediazione, si discuterà di come implementare l’imprenditorialità nelle classi e nelle materie specifiche. Per generare la multivocità necessaria ad osservare un problema da più punti di vista sarà la necessità di coinvolgere nel laboratorio altri stakeholders: genitori, studente, parti sociali provenienti da imprese del settore, sindacati, camera di commercio, il dirigente, nonché la partecipazione di un giovane imprenditore che può fungere da modello per gli studenti. Il numero totale di partecipante non dovrebbe superare le 20 unità, così come indicato dalla letteratura.

Per generare un ciclo di apprendimento espansivo si dovrà partire dai problemi, cioè discutere su tutti gli ostacoli che impediscono ai ragazzi di essere imprenditoriali. I materiali specchio che il ricercatore mostrerà durante gli incontri serviranno a rendere consapevole il gruppo dei problemi delle classi riguardo al loro mancato comportamento imprenditoriale, cercando quindi di attivarlo; qualcosa dovrà essere fatto per cambiare lo stato delle cose. I materiali specchio che il ricercatore raccoglierà sul campo – ovvero nella scuola ma soprattutto nelle classi che partecipano al progetto: si tratterà di interviste a personaggi chiave (studenti, imprenditori, genitori), filmati di lezioni, ma anche documenti sull’imprenditorialità.

Da qui scatterà la discussione partecipata generatrice di nuove idee sulla costruzione di un modello d’educazione d’imprenditorialità adatto alle classi in questione che verrà poi sviluppata nelle sue articolazioni concrete, e poi applicato nelle classi con i necessari aggiustamenti in itinere. Incontri di follow-up permetteranno di riflettere sulla nuova pratica e di stabilizzarla, estendendola successivamente ad altre classi.

 

Il progetto EntreLab, time line

Il progetto nell'istituto si divide in nove fasi, una delle quali è l'EntreLab vero e proprio:

Fase

Azioni

1

Selezione dell'istituto che partecipa alla ricerca.

2

Richiesta delle autorizzazioni etiche. Si richiede al Dirigente ed al Consiglio d'Istituto l'autorizzazione alla ricerca. In accordo con gli organi collegiali della scuola si creano i moduli per il consenso informato alla ricerca – il partecipante (insegnante o studente) ha il diritto in ogni momento di ritirarsi.

3

Presentazione ai docenti: l'iniziativa viene proposta a tutti i docenti.

4

Evento di lancio a studenti, insegnanti e genitori per presentare l'iniziativa con una prima fase di discussione collettiva su come implementare il progetto nell'istituto.

5

Si selezionano così la classe (o le classi) ed i docenti che intendono partecipare al progetto. È necessario che il numero di docenti partecipante ai workshop sia di circa 15 unità. Raccolta moduli consenso informato.

6

Il ricercatore inizia la partecipazione osservate nella classe/i interessata/e per un mese per raccogliere i materiali che poi verranno utilizzati durante i laboratori: interviste agli studenti, agli insegnanti, video della didattica utilizzata in classe dagli insegnanti.

7

Inizio dei laboratori EntreLab della durata di due ore circa a cadenza settimanale per circa due mesi più follow-up.

Durante questa fase i partecipanti ai laboratori (docenti, ricercatore, Dirigente, parti sociali e rappresentanti di aziende) iniziano a discutere su come implementare l'educazione all'imprenditorialità nella classe/i scelte.

La discussione partecipata è ottenuta anche grazie all'uso dei materiali specchio raccolta dal ricercatore in classe più documenti ( soprattutto europei) sull'insegnamento dell'imprenditorialità.

I partecipanti elaborano un modello di educazione all'imprenditorialità nella loro classe e lo mettono in pratica, attivando così un ciclo di apprendimento espansivo.

8

Raccolta delle evidenze del mutato comportamento degli studenti, che dovrebbero acquisire un maggior senso d'iniziativa e d'imprenditorialità: osservazione partecipante, questionari ed interviste a studenti ed insegnanti.

9

Convegno finale per discutere, in un'ottica partecipata, gli esiti dell'esperienza e come espanderli a tutto l'istituto. Al convegno partecipano studenti, insegnanti, il dirigente, le imprese del territorio e le parti sociali.

 

Join us !

 

Per insegnanti, personale scolastico, Dirigenti, genitori e studenti.

Prova anche tu, nel Tuo istituto, questa metodologia di supporto alla formazione insegnanti per l'educazione all'imprenditorialità! Il team di Ca'Foscari e dell'Università di Helsinki sono a Tua disposizione!

Contattaci o scrivi la tua richiesta nel form che trovi a questo indirizzo ( clicca qui )

Vedi anche gruppo innovazione ed Imprenditorialità al CISRE di Ca'Foscari

 

Rassegna stampa ed eventi

 

 
 

Documentazione di interesse

L’educazione all’imprenditorialità nella formazione tecnica e professionale(2009)
http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/files/smes/vocational/entr_voca_it.pdf

Indicazioni per iniziative per la programmazione di iniziative per l’educazione all’imprenditorialità (2013)
http://isfoloa.isfol.it/bitstream/123456789/565/1/Consolini_Di%20Saverio_Loasses_Richini_Indicazioni%20imprenditorialita.pdf

Educazione all'imprenditorialità una guida per gli insegnanti (2014)
http://bookshop.europa.eu/it/educazione-all-imprenditorialit--pbNB0213214/

Entrepreneurship education, a road to success (2015)
http://bookshop.europa.eu/en/entrepreneurship-education-a-road-to-success-pbNB0614225/

Entrepreneurship education at school in Europe (2012)
http://bookshop.europa.eu/en/entrepreneurship-education-at-school-in-europe-pbEC3212111/

Guidance supporting Europe’s aspiring entrepreneurs
http://bookshop.europa.eu/en/guidance-supporting-europe-s-aspiring-entrepreneurs-pbTIBC11006/

Creative learning and innovative teaching
http://bookshop.europa.eu/en/creative-learning-and-innovative-teaching-pbLFNA24675/

Le competenze chiave per l’apprendimento permanente: il senso d’iniziativa e d’imprenditorialità
http://europa.eu/legislation_summaries/education_training_youth/lifelong_learning/c11090_it.htm