Rapvite

RAPVITE ricerca azione partecipata sulle vittime della tratta di esseri umani, dei crimini d’onore e dei matrimoni forzati in seno alle comunità immigrate africane e dell’Europa dell’Est   

Abstract: anche nel 21° secolo, la questione del rispetto e della protezione dei diritti dell’uomo rimane un impegno quotidiano.  
Nelle città europee la questione dei diritti dell’uomo, in relazione all’immigrazione, coincide sempre più spesso con il problema delle condizioni d’accoglienza e di permanenza dei cittadini immigrati. L’idea di una possibile violazione di tali diritti, normalmente chiama in causa le autorità del Paese d’accoglienza, mentre più spesso viene tralasciata la possibilità che tale violazione possa avvenire all’interno delle stesse comunità immigrate inficiandone di fatto il processo d’integrazione.  A tal proposito numerosi fatti di cronaca impongono di ricordare che questioni come la tratta degli esseri umani, il crimine d’onore e i matrimoni forzati meritano di essere integralmente affrontate.  
Il progetto RAPVITE - finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programa Daphne e istituito con lo scopo di rispondere a questa necessità — intende mettere a punto un modello di piano integrato di azione locale che permetta di prevenire, ma nel contempo anche di rimediare alle situazioni di tratta, di crimini d’onore e di matrimonio forzato a danno delle donne immigrati presenti sul territorio dell’Unione Europea.   

Attività: il progetto RAPVITE è orientato all’ideazione e alla sperimentazione di una strategia volta a promuovere una maggiore conoscenza e sensibilizzazione delle comunità immigrate e delle popolazioni europee sull’argomento oggetto del progetto nonchè alla formazione delle figure professionali direttamente coinvolte nel settore ossia operatori sociali e sanitari, docenti e direttori scolastici, operatori educativi, impiegati del corpo della polizia municipale. Le attività sono altresì orientate all’ideazione e alla sperimentazione di un piano locale di prevenzione e di trattamento dei disagi riscontrati dalle donne immigrate vittime di tratta, di crimini d’onore o di matrimoni forzati. La logica di prevenzione punta anche sulla sensibilizzazione delle comunità immigrate e delle popolazioni europee.  

Risorse, prodotti e risultati
I principali risultati del progetto sono :
•    Una mappatura delle immagini e delle opinioni di 2500 immigrati africani e dell’Europa dell’Est sulla tratta degli esseri umani, il crimine d’onore e il matrimonio forzato;
•    Realizzazione di una relazione di sintesi per la diffusione dei risultati;
•    Formazione e-learning e in presenza volta al potenziamento  delle capacità di almeno 300 impiegati che intervengono nei settori socio-sanitario, giudiziario, educativo sia a livello formale che non formale;
•    Impostazione di un dispositivo di sensibilizzazione degli istituti scolastici, delle classi di scuola media e superiori, sulla tratta degli esseri umani, il crimine d’onore e il matrimonio forzato;
•    Attuazione e test di un piano di azione integrato multi-attori di lotta contro la tratta degli essere umani, il crimine d’onore e il matrimonio forzato. Il piano prevede la realizzazione di almeno 400 ore di colloqui personnalizzati.

Parternariato
La leadership del progetto è affidata al Comune di Senigallia.
Sono partner del progetto:
- Centro Interateneo per la Ricerca Didattica e la Formazione Avanzata (CIRDFA, Italia);
-  Centre d’Etudes et de Mémoire des Migrations subsahariennes (CEMIS, Belgio);
- Bulgarian Gender Research Foundation (BGRF, Bulgaria);
- Comité Contre l’Esclavage Moderne (CCEM, Francia).

Contatti
Project Leader: Dott Maurizio Mandolini
puis01@comune.senigallia.an.it
Coordinamento scientifico del progetto : Prof. Esoh Elamé
elame@unive.it
Coordinamento operativo : Dott.ssa Valerie Darjo
valerie.darjo@unive.it
Web project manager : Dott.ssa Roberta Scuttari
r.scuttari@unive.it

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